Prefazione di Daniele Bossari
Postfazione di Marco Berry
Edizioni Piemme
Un libro può nascere in molti modi, ma una nascita casuale credo sia la cosa migliore.
A volte si scrive “a fondo perduto”, per il puro piacere di farlo e per disintossicarsi da scadenze varie. Contatto -Incontri ravvicinati con altri mondi- all’inizio non era un progetto, ma una serie di articoli che nemmeno sapevo se avrei mai fatto uscire dal cassetto. Gli articoli raccontavano, singolarmente, gli addotti (rapiti dagli alieni) che avevo incontrato nel corso della mia attività come autore TV, prima con Il bivio e poi con Mistero. Preparando i vari servizi mi ero accorto di quanto fossero complesse, sincere, spesso drammatiche le vicende di chi è oggetto d’abduction. E mi era venuta voglia di approfondirle con la parola scritta, inserendovi particolari, sensazioni, emozioni.
Così ho iniziato a scrivere, prendendoci gusto articolo dopo articolo, rendendomi pian piano conto che il progetto -per quanto non dichiarato nemmeno a me stesso- c’era, stava prendendo forma e meritava di essere allargato, con interviste e altri articoli che potessero dipingere un quadro generale dei contatti ravvicinati o presunti tali (si dice sempre così) tra esseri umani e alieni, qualunque cosa si intenda per queste entità misteriose che, con o senza astronavi, appaiono e scompaiono di continuo, in ogni parte del mondo.
Il progetto prese dunque forma del tutto: una prima parte incentrata sulle testimonianze degli addotti, raccontati non come semplici oggetti di ricerca ufologica ma come persone con un’anima, una vita stravolta dal mistero, un futuro da reiventare da un giorno all’altro. La seconda parte con l’analisi di un quadro generale in gran parte ancora avvolto nel mistero, e le interviste a esperti molto conosciuti (Pablo Ayo, Alfredo Lissoni, Giulia D’Ambrosio e altri ancora), considerati in qualche modo “eretici” dalla scienza ufficiale e anche da una certa ufologia diventata via via sempre più simile al baronaggio accademico. Ancora nella seconda parte, uno sguardo all’indietro, alle abduction e ai contatti alieni nei millenni passati, citando precisi brani di antichi testi, sulla scia di un grande ricercatore come Zecharia Sitchin (mi sento onorato dal fatto che proprio Piemme, la casa editrice che lo ha pubblicato, pubblichi Contatto). Il tutto facendo spesso riferimento alla fisica moderna e alle sue teorie più avanzate, che cercano di arrivare nel cuore dell’universo e dei suoi enigmi. Molti grandi scienziati, del resto, hanno avuto a che fare con l’invisibile, l’extrasensoriale, come dimostrano le storie di Nikola Tesla e di Srinivasa Ramanujan, anch’esse presenti nel libro.
E poi, certo, sul libro c’è il marchio Mistero. Perchè il volume nasce appunto dal mio lavoro televisivo, e perché nelle sue pagine troverete persone (e storie) di cui abbiamo parlato nel programma, o che del programma sono collaboratori. Ci piacerebbe, non ve lo nascondiamo, che Contatto diventasse il primo capitolo di una vera e propria “collana Mistero” che affronti anche altri argomenti.
Per finire, rispondo a una domanda che già mi stanno facendo: perché un autore affermatosi come scrittore di fiction (a fumetti) decide di rimettersi in gioco con un saggio e NON con un romanzo? La risposta è semplice, per quanto banale: perché la realtà è spesso più misteriosa della fantasia, e a volte c’è più gusto a raccontare -indagare- il reale che non a inventare storie. Io, lo avrete capito, non mi considero un ufologo nè aspiro a esserlo (anche perché i libri degli ufologi sono spesso noiosissimi bollettini
statistici su avvistamenti e quant’altro). Il mio punto di vista sui contenuti di Contatto è sintetizzato dalla frase di Einstein che ho messo in apertura: L’importante è non smettere di fare domande. Questo vale per me, vale per Daniele Bossari (che firma la prefazione), vale per Marco Berry (postfazione). Due colleghi, soprattutto due amici, dai punti di vista diversi ma accomunati dalla curiosità, dalla voglia di capire. Che credo sia anche la vostra.
Ade Capone
lazarusnews@gmail.com
